Friday, December 21, 2012

Un orsacchiotto da coccolare.

Una settimana è passata dalla tragedia nella Sandy Hook Elementary school. Ogni giorno i giornali, internet e le bandiere a mezz'asta ci riportano a quel giorno.
Tristemente questo Paese viene anche menzionato per le sparatorie nelle scuole, nei centri commerciali e in generale nei luoghi pubblici. Le armi stanno a questa nazione come la pasta sta all'Italia. Decisamente è facile comprare una pistola con la scusa della difesa personale che si cita nella Costituzione. Non sono qui per criticare o commentare certe leggi. Credo che il problema stia nell'educazione delle famiglie a trattare le armi da fuoco in un modo differente di come viene trattato adesso.
Il mio post, non è comunque dedicato alle armi, ma all'aspetto positivo di questa nazione che prontamente dai più piccoli ai più grandi si mobilita per aiutare chi soffre all'interno della comunità. Sì, questo tema, la Comunità per la quale io volevo dedicare un intero post. Fin da piccoli nelle scuole americane ti insegnano il senso di comunità, che può essere quello del paesino, quello religioso, quello delle donne, degli uomini, insomma qualsiasi cosa è valida per creare un senso di unione tra la gente, un gruppo grande o piccolo di persone che si mobilita per grandi e piccole cause. Lo scopo è aiutare, essere d'aiuto e divertirsi.

Da quel venerdì in poi, non c'è giorno che non legga di questi bambini, delle insegnanti, delle loro storie e tutti i giorni i miei occhi si bagnano di dolore. Ieri, per l'ennesima volta mi scendevano lacrime, ma stavolta erano lacrime meno pesanti. Quel venerdì, una bambina di 9 anni che abita poco distante dal mio paesino, tornando a casa, aveva ricevuto la brutta notizia dalla mamma. Nel pomeriggio Jenna aveva avuto un'idea per consolare i bambini della scuola rimasti illesi ma traumatizzati:  "Gli orsacchiotti di peluche li farebbero sorridere ed essere felici, perchè sono soffici e teneri"
La mamma iniziò a piangere e orgogliosamente accolse la richiesta della figlia: regalare degli orsacchiotti ai bambini della scuola. Presto iniziò il  "Jenna's Teddy Bears of Love" con lo scopo di raccogliere fondi per regalare ai 600 bambini della Sandy Hook Elementary school un orsacchiotto da coccolare.
Jenna ha le idee chiare e a febbraio vuole andare nella città in Connecticut per portare a termine la sua missione, una missione d'amore.
Ci sono aspetti dell'America che non mi piacciono, ma ci convivo, perchè quando vedo gli aspetti positivi, capisco che è il Paese in cui voglio vivere.


P.S. La pagina facebook della bambina è: www.facebook.com/jennasteddybearsoflove.

Merry Christmas.


Saturday, November 24, 2012

A Celebration of the Life of...

Avevo già toccato l'argomento funerali quando ancora abitavo in Italia e oggi mi ritrovo a parlare di nuovo di questo, ma questa volta di un funerale americano.
L'altro giorno è morto il papà di un caro amico. Quest'uomo, di origine italiana, aveva vissuto la sua vita intensamente, contribuendo tra l'altro al progetto Apollo 13 e avendo l'onore di aver inciso su una targhetta il suo nome sulla Luna, fino ad arrivare alla sua passione per la musica che ha trasmesso alle due figlie e al figlio mio amico. Ricordo ancora qualche anno fa, quando nella sua casa suonò per me il piano: con gli occhi chiusi muoveva la testa guidato dalla melodia.
Era una persona piena di idee e anche un factotum. La sua fede era palpabile e nonostante le disavventure che la vita gli aveva riservato, aveva reagito con forza e quasi miracolosamente era guarito.

Di solito il funerale si svolge in due giorni: il viewing, il primo giorno e il funeral, il secondo. In questo specifico, per motivi familiari, è stato ridotto ad un giorno solo.
Siamo arrivati al funeral home, una casa accogliente con moquette dappertutto e mobilio stile americano- british. Entrati, siamo stati indirizzati in un salotto dove siamo stati immersi da foto del defunto con la famiglia e non, uno schermo che trasmetteva immagini della sua vita dalla nascita fino all'ultimo compleanno e nella seconda stanza, la salma con accanto la moglie e in fondo, una serie di sedie che ci attendevano per una preghiera finale al termine del viewing. A turno, fila per fila, si andava davanti alla salma per l'estremo saluto.
Di seguito, la messa in una chiesa cattolica, a due passi dalla casa.
All'entrata, ci viene consegnato un volantino col programma. Così come si vede nei film, la celebrazione si divide tra canti, citazioni del vangelo letti da amici, il discorso di qualche parente e un gospel-sermone del reverendo, degno da Oscar.
Alla fine, veniamo portati ad un ascensore che termina nel sotterraneo della chiesa e all'apertura delle porte, veniamo felicemente sorpresi da una sala ristorante che ci invitava a consumare il pranzo insieme alla famiglia del defunto. Lì, ci siamo liberati della tensione dell'evento, tra racconti importanti e meno della vita di tutti i giorni, perchè dobbiamo ricordarci di essere sempre grati per essere al mondo e di avere rispetto e amore verso chi è vivo e chi vive ormai in un'altra dimensione.
Enjoy every moment of the song of life...I'll see you when it's over and will always be by your side...
Farewell Mr P.

Monday, October 15, 2012

Lettera aperta a New York.

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The freedom Tower in costruction (GROUND ZERO)151020121269151020121270151020121271151020121272151020121273
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Ela Ela Ela's photostream on Flickr.

Cara New York, zona Manhattan, è la seconda volta che ti visito e ti devo dire che sei tanto bella per quanto sei grande. Non mi può bastare il pomeriggio per visitarti tutta. E poi dico: la prossima volta andrò al Natural History Museum, la prossima volta vedrò l'albero di Natale, la prossima volta farò un giro nell'isola di Ellis Island e avanti sempre così. Dammi tempo mia bella città, forse tra 5 anni, potrò dirti di conoscerti meglio :) Al momento mi accontento di riviverti attraverso le note di Frank.
http://www.youtube.com/watch?v=aqlJl1LfDP4

Wednesday, October 10, 2012

A come Antiquariato.

Non avrei mai detto che in un Paese così giovane come gli Stati Uniti d'America, l'antiquariato avesse così importanza. Questa piacevole scoperta, risale ad un mese fa, quando la mamma di un mio amico, inizia a parlarmi della sua passione: la ristrutturazione di filatoi (spinner) di fine ottocento.
Questa cara signora, dai modi molto gentili, mi racconta di come dedica il suo tempo a lavorare la lana prendendola direttamente dal contadino, di come la tratta e di come la lavora, usando i macchinari di fine ottocento. Macchinari che lei stessa recupera e ristruttura con le sue mani, così come fa con la lana, impiegando un anno per completare il capo.
Da questi racconti, parte la mia scoperta della passione degli Americani per l'antiquariato.
Non c'è paesino nei dintorni che non abbia in risalto un negozio d'antique e non c'è negozio del genere nel raggio di 30 miglia che io non abbia visitato.
Perlustro da cima a fondo questi locali e così scopro con occhi da bambina che i frigoriferi anni '50 avevano il cavatappi incorporato nella parte dove oggi troviamo il rubinetto con selezione ghiaccio; i telefoni (per la quale io ho una passione viscerale), bianchi o neri anni '50-'60 che io ammiravo da piccola nei film, ricordando bene il mio pensiero ricorrente alla visione degli stessi: "la cornetta dei telefoni americani è più bella della cornetta di quelli italiani"; che dire poi dei mobili e delle sedie di ispirazione anglo-francese, con questi disegni incisi nel legno.
Ancora una volta, l'America mi stupisce e questa volta lo fa attraverso la storia. E mentre l'Italia celebra le sue memorie attraverso le strade e i palazzi, l'America, celebra le sue, attraverso la scultura del legno e i decori dei tessuti di ispirazione francese.



Così sarà la mia casa: una celebrazione dei tempi antichi in un Paese così moderno e high tech :)

Thursday, August 30, 2012

E come direbbe un famoso autore: Si fa presto a dire America.

Tredici giorni sono passati da quando ci siamo trasferiti qui in America. Giorno dopo giorno, sto imparando cose nuove di questo grande Paese che con orgoglio sbandiera (è il caso di dirlo) il suo patriottismo. Ho parlato con tanti italo americani e mi sono soffermata molto sul punto immigrazione, sui documenti fondamentali che hanno reso gli Stati Uniti un Paese libero dalla corona britannica.
C'è molto da conoscere qui e la storia è molto piacevole ed interessante. Gli Americani poi hanno un senso innato del divertimento, amano stare in compagnia, chiacchierare, giocare a darts o altri giochi di società, amano la natura e la vivono fino in fondo grazie ad attività all'aperto, anche d'inverno. Sono in poche parole, giovani dentro. Ieri ho incontrato una signora di 88 anni, molto simpatica che con orgoglio mi diceva che i suoi genitori erano italiani, ma lei non parlava italiano e concluse dicendo: intendiamoci, siamo alla fine tutti americani qui, però rispettiamo le nostre origini. Difficile trovare un altro popolo con tale senso di appartenenza ad una nazione. Gli immigrati hanno fatto la storia di questo Paese così giovane e le generazioni successive hanno continuato questa storia, aggiungendo questo senso di appartenenza così forte, proprio perchè così lontani dalle loro radici e ha reso energico dentro e fuori questo popolo.
A proposito di fedeltà sulla bandiera, vorrei menzionare il Pledge of Allegiance che ogni Americano conosce a memoria. La mattina nelle scuole pubbliche elementari, i bambini recitano con mano sul cuore verso la bandiera questa promessa di fedeltà che fu introdotta per la prima volta nel 1892 in occasione del 400esimo anniversario della scoperta dell'America. Mio figlio ancora non capisce cosa sia, ma diamogli tempo, è al secondo giorno di scuola.







"I pledge allegiance to the Flag of the United States of America, and to the Republic for which it stands, one Nation under God, indivisible, with liberty and justice for all."

Saturday, August 4, 2012

The alchemist.

Questi mesi che hanno preceduto la nostra imminente partenza, sono stati ricchi di incontri con amici e famiglia, ma soprattutto sono stati ricchi di cene con vicini di casa e conoscenti ai quali noi siamo legati per vari motivi; ci sono state richieste di perdono nei confronti di mio figlio da parte di una vecchietta poco simpatica e tutto questo mi ha portata a respirare intorno a me, empatia e solidarietà, tanti sorrisi sinceri anche da parte di persone con le quali non avevamo mai legato particolarmente; piccoli regali, piccoli momenti vissuti in allegria davanti un buon bicchiere di vino e una griglia fumante. Sto respirando l'amore nell'aria e mi commuovo nel pensare a questi ultimi due mesi vissuti da quando avevo pubblicato l'ultimo post.
Avrei tante cose da dire, tante riflessioni generate guardando il ponte Alidosi che padroneggia il fiume di un paesino nella vallata del Santerno, guardando i bellissimi campi dorati delle mie amate colline, guardando un fagiano che si nasconde nel fosso e spicca il volo durante il tramonto di una delle tante giornate bollenti, guardando i miei affascinanti pini che in gruppo si ergono su un calanco a me familiare, eppure non ce l'ho fatta, alla fine il bisogno di raccontare tutto questo, non era così forte, perchè ho pensato e creduto che vorrò tenere e preservare queste memorie, tutte per me, in fondo al mio cuore, come un piccolo tesoro che scopro solo attraverso i miei occhi ogni volta che  ho voglia di viaggiare con la mente.






Remember that wherever your heart is, there you will find your treasure. You've got to find the treasure, so that everything you have learned along the way can make sense.
The Alchemist

Saturday, May 19, 2012

I tesori nelle colline di Imola.

Sono passate quasi tre settimane dall'ultimo mio post, questo perchè come dice Isabel Allende "il pozzo dell'ispirazione era vuoto" e questo succede anche perchè a volte si ricevono brutte notizie e lo spirito lascia posto alla sofferenza e alla frustrazione che non lasciano certo spazio a bei racconti pieni di energia perlomeno.
Nonostante ciò ho cercato di raccogliere materiale ed informazioni nell'attesa che il pozzo si riempisse e così oggi ho voglia di raccontare di una zona di Imola che facevo sempre in macchina quando ero un po' più giovane, ogni volta che avevo voglia di isolarmi e respirare in mezzo la natura tra vigneti e frutteti passando per il parco secolare "Tozzoni" e l'osservatorio astronomico e fermarmi nella vetta ad esplorare il cielo stellato o il panorama della mia cittadina.
Partivo sempre dal parco Tozzoni, forse il parco più importante di Imola, sicuramente il mio preferito; il terreno ben esteso fu acquistato nel 1880 dalla famiglia nobile, appunto Tozzoni, con l'intenzione di costruirci una casa di campagna. Il parco comprende un'area in prato all'inglese e il valore è di certo nella ricca presenza di alberi centenari quali querce, cipressi, abeti e cedri.
Andando su dopo qualche centinaio di metri, incontravo il piccolo ma efficiente osservatorio astronomico di Imola, l' "Alfio Betti", in onore di un astrofilo bolognese che contribuì al progetto di questo edificio che era in passato una scuola elementare e che fu adibita a osservatorio grazie al volontariato dell'associazione astrofili di Imola AAI. Qui siamo a circa 250 metri di quota. Ammetto che solo una volta e 15 anni fa, ho visitato l'osservatorio, in occasione della stella di Hale Bopp anche se la mia memoria dice che fosse quella di Halley, non so perchè, ma i testi mi dicono di no...quindi credo di aver imparato tanto su Halley come astronomo in passato, da averlo associato all'evento del 1997.
Arrivando in vetta la collina, mi accingevo a girarci intorno verso nord dove più avanti incontravo il Bosco della Frattona, ma di questa piccola e meravigliosa riserva, parlerò più avanti, posso solo dire che rispecchia la vegetazione che caratterizzava la città prima dell'urbanizzazione, un piccolo posto incantato dove il tempo è rimasto indietro, dove si trovano scritte su cemento a forma di croce, laghetti e zone scoscese con un sottobosco che si illumina di colori in primavera.
Mi si presentava così la parte più alta della collina, l'osservatorio e il bosco, dopodichè iniziava la discesa che affiancava l'altra parte del parco Tozzoni e un piccolo parco annesso dove ogni anno piantano alberelli in onore dei bimbi nati a Imola.
Questa quindi è in assoluto tra le zone che più amo della mia città e che più ricorderò con affetto quando un giorno sarò partita.
Prima dell'Osservatorio.






L'Osservatorio Astronomico.



In cima la collina.